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ViDaCS - un attimo prima

Il progetto ViDaCS (Violent Dads in Child Shoes) è finanziato dalla Commissione Europea, nell’ambito del Programma Rights, Equality and Citizenship Programme della D.G. Justice.

È coordinato dal Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università degli Studi di Napoli Federico II; sono partner di progetto: il Consorzio Terzo Settore, l’Associazione Roots in Action, il centro Oltre la violenza dell’ASL Napoli1 Centro, il Centro di riabilitazione Villa delle Ginestre s.r.l., la società PROTOM S.p.A.

Ha l’obiettivo di sviluppare e testare uno strumento innovativo che consenta al genitore violento (di solito, il padre) a porre in atto un’autovalutazione rispetto all’impatto che il suo comportamento violento ha sui figli, testimoni silenti della violenza domestica; si tratta di un percorso emotivo, costruito attraverso l’uso di un gioco in realtà immersiva (serious game) e della musicoterapia. Attraverso l’uso della realtà virtuale, il padre violento (perpetrator) potrà sperimentare le sensazioni provate dal bambino in una situazione di violenza domestica.

Di solito, quando una coppia litiga, dimentica che i bambini, magari nella stanza accanto, “hanno orecchie”, addirittura ne dimenticano l’esistenza. Invece, il fenomeno della violenza assistita, ancora sottovaluto, ha ripercussioni notevoli ed a lungo termine sullo sviluppo del bambino, conseguenze di tipo psicologico, disturbi post-traumatici, depressione, problemi con la scuola e la concentrazione, bassa autostima, auto-svalutazione, abuso di droga o alcol (nel lungo periodo) con una compromissione generale del benessere individuale e delle abilità relazionali. In termini di emozioni, i bambini esposti alla violenza domestica spesso soffrono di sensi di colpa e di solito mostrano un codice emotivo disorganizzato, accompagnato dalla stratificazione degli stereotipi di genere. In effetti, si verifica un rischio rilevante a livello transgenerazionale: il bambino può considerare l'abuso e la violenza di genere come qualcosa di accettabile o da ripetere inevitabilmente. Inoltre, l'esposizione alla violenza domestica spesso compromette anche la relazione affettiva tra il bambino e il genitore non violento.

Il progetto si rivolge a diversi tipi di beneficiari diretti:
a. uomini che avvertono il loro comportamento violento ma riconoscono solo in parte la propria responsabilità e vogliono essere aiutati a cambiare i loro atteggiamenti e comportamenti. Per questo gruppo target, il reclutamento dovrà avvenire su base volontaria e basato sul web;
b. gli uomini che non riconoscono la loro violenza contro il partner ma in nome dei loro figli potrebbero essere motivati ​​a un possibile trattamento, attraverso l’uso del percorso proposto da Vidacs (serious game e musicoterapia);
c. uomini che non sono entrati nel sistema di giustizia criminale ma che sono stati segnalati da servizi sociali o vittime di violenza per indurre la rottura del ciclo di violenza ed evitare la cristallizzazione del comportamento violento all'interno della relazione.

Beneficiari indiretti invece sono: Professionisti, educatori, esperti, forze di polizia, personale sanitario e sociale, da sensibilizzare e sostenere nella costruzione di skill adeguate a trattare con i perpetrator e più in generale nella lotta contro la violenza di genere.

Lo scopo del video richiesto è duplice:
a) far conoscere il progetto ad un pubblico più ampio, realizzando un’adeguata comunicazione e disseminazione degli obiettivi e risultati del progetto;
b) realizzare un efficace reclutamento dei perpetrator da coinvolgere nella sperimentazione.
Lo scopo è pertanto promuovere autocontrollo dell’aggressività, insomma di comportamenti che potrebbero condurre ad azioni di cui ci si potrebbe pentire; cioè di riuscire a fermarsi “un attimo prima” che avvenga l’irreparabile!

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